Storia di Oderzo

Origine di Oderzo nel periodo Paleoveneto

L'origine della città di Oderzo si può fissare intorno al XI secolo a.C. ad opera dei Paleoveneti, con il nome di Opterg. All'epoca la zona, leggermente in collina e posta tra il fiume Monticano ed un ramo non più esistente del Piave, era attraversata da importanti rotte commerciali, essendoci già degli stanziamenti fissi probabilmente da qualche secolo.

Oderzo nell'epoca Romana

Con l'espansione a nord della Repubblica Romana, Romani e veneti giungono a contatto, e la città passerà quindi spontaneamente e gradualmente sotto il dominio di Roma prendendo il nome di Opitergium (l'attuale Oderzo).

Nel 148 a.C. Oderzo si ritrova attraversata dalla via Postumia, importante via di comunicazione che, attraversando tutta la pianura padana, collegava Genova ad Aquileia.

L'Alto Medioevo di Oderzo

Con la diffusione del cristianesimo l'allora Opitergium diventa sede vescovile: è curioso notare come dei cinque vescovi conosciuti della città, tre siano stati canonizzati: san Tiziano, san Magno e san Floriano.

La Diocesi di Oderzo ricalcava i confini amministrativi romani, e li ha mantenuti con poche varianti fino al giorno d'oggi. La Cattedrale sorgeva con ogni probabilità all'incrocio delle attuali via delle Grazie e via San Martino.

Il Periodo Bizantino di Oderzo

Nel 616, o nell'anno successivo, la città di Oderzo è sotto il controllo bizantino. Gregorio, Esarca di Ravenna, invita a Oderzo i longobardi Tasone e Caco, figli di Gisulfo II duca del Friuli per un incontro conviviale, e giura di tagliare la barba al primo e di "adottarlo" come proprio figlio.

I due giovani arrivano in città con gli amici, ma una volta entrati vengono barbaramente uccisi. Gregorio quindi scioglie il giuramento tagliando la barba alla testa mozzata di Tasone[8].

Il periodo Longobardo di Oderzo

Già da tempo ormai la città di Oderzo era semi disabitata, essendo i suoi abitanti scappati verso la laguna dove, insieme ad altri profughi provenienti da Concordia Sagittaria, Aquileia, Padova, Altino e altre città della pianura veneta, fonderanno Rialto, la futura Venezia, alla quale Oderzo darà il primo Doge, il leggendario Paolo Lucio Anafesto, primo Doge di Venezia.

Il Basso Medioevo di Oderzo

Dopo l'anno 1000 Oderzo riprende a vivere intorno al suo nuovo castello, anche se la città non ritroverà mai più i fasti di un tempo. All'epoca la città si sviluppa quasi totalmente all'interno della cinta muraria.

L'attuale campanile del Duomo è stato edificato sulla base di una delle quattro torri che facevano da angolo; la seconda è stata ricostruita negli anni novanta e prende il nome di "Torreson"; la terza si trovava in prossimità dell'attuale "Piramide", l'ultima vicino all'attuale piccola rotatoria in Piazza Castello.

Le diatribe tra feudatari e Comuni ad Oderzo

Il periodo Veneziano, Napoleonico ed Austriaco di Oderzo

I secoli passati sotto la dominazione veneziana non saranno particolarmente felici per la città di Oderzo, la quale non riuscirà mai ad uscire da uno stato di arretratezza e da un'economia quasi esclusivamente agricola. Tra il Cinquecento e il Settecento si sviluppa l'attuale centro storico della città.

I saccheggi perpetuati dalle truppe francesi con l'arrivo di Napoleone porteranno allo stremo la popolazione, già provata da periodiche carestie e epidemie.

L'età contemporanea di Oderzo

Nel 1866 avviene il passaggio plebiscitario di Oderzo al Regno d'Italia: nei decenni successivi la toponomastica cittadina si riempirà di nomi di esponenti di casa Savoia.

Nel 1889 il vescovo di Ceneda Sigismondo Brandolini, preoccupato per la gioventù della zona, chiama a Oderzo san Leonardo Murialdo, fondatore dei Giuseppini affinché apra un'opera a favore dei giovani. Il 1 ottobre il futuro santo torinese fonda il "Patronato Sacra Famiglia", probabilmente il primo oratorio mai aperto in città.

Oderzo dalla prima alla seconda guerra mondiale

Nel 1917, Oderzo, per la vicinanza con le rive del Piave, si ritroverà ad essere sul fronte e subirà le pesanti conseguenze della tristemente famosa ritirata di Caporetto: archivi comunali distrutti, opere d'arte trafugate o danneggiate, edifici distrutti.

Il 16 agosto del 1921 ancora una volta i Giuseppini fondano il "Patronato Turroni" di Oderzo, oratorio esistente ancor'oggi. Fedeli al motto "Pregare Imparare Giocare", i Giuseppini istituiranno a breve in patronato anche una filodrammatica, la squadra ginnica, la banda, il cinema e il gruppo scouts "Oderzo 1".

Il secondo dopoguerra di Oderzo

Alla fine della guerra anche ad Oderzo si sentono a pieno le conseguenze del boom economico degli anni sessanta, che chiudere decenni di massiccia emigrazione. Ulteriore spinta all'economia cittadina viene data dal cosiddetto miracolo del Nord-Est negli anni ottanta e novanta.

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