Oderzo dalla prima alla seconda guerra mondiale

Nel 1917, Oderzo, per la vicinanza con le rive del Piave, si ritroveràad essere sul fronte e subiràle pesanti conseguenze della tristemente famosa ritirata di Caporetto: archivi comunali distrutti, opere d'arte trafugate o danneggiate, edifici distrutti. Il 16 agosto del 1921 ancora una volta i Giuseppini fondano il "Patronato Turroni" di Oderzo, oratorio esistente ancor'oggi. Fedeli al motto "Pregare Imparare Giocare", i Giuseppini istituiranno a breve in patronato anche una filodrammatica, la squadra ginnica, la banda, il cinema e il gruppo scouts "Oderzo 1". Subito dopo la guerra in Patronato, passato nel frattempo in gestione alla parrocchia del Duomo di Oderzo, nasceràuna squadra di calcio nella quale tireranno i primi calci insieme quattro futuri professionisti: Zigoni, Faloppa, Gregori, Catto. Nel 1929 il Comune di Oderzo assorbe il territorio comunale della vicina Piavon. Nello stesso periodo, ad Oderzo inizia una grande fase di rinnovamento guidata dall'Abate della città, monsignor Domenico Visentin, il quale tra gli anni venti e gli anni cinquanta tra le varie cose restaura il Duomo, edifica nuove scuole e fa costruire un nuovo cinema e una zona residenziale dedicata ai migranti opitergini ritornati in patria (l'attuale Quartier Alcide De Gasperi). A partire dal 1943 con lo scoppio della guerra civile la zona di Oderzo è luogo di aspri scontri tra fascisti e partigiani, con rappresaglie ed episodi di violenza gratuita compiuti da entrambi le parti in causa. Queste culminarono con l'impiccagione a Camino di Giovanni Girardini e Bruno Tonello, due studenti universitari antifascisti, il 12 settembre 1944, e la strage di Oderzo del 30 aprile 1945, ovvero l'esecuzione sommaria di 120 persone sospettate di appartenere al Partito Fascista, evento riportato in auge da Gianpaolo Pansa nel suo romanzo Il sangue del vinti del 2003.

Categoria:

Annunci