Oderzo nell'epoca Romana

Con l'espansione a nord della Repubblica Romana, Romani e veneti giungono a contatto, e la città passerà quindi spontaneamente e gradualmente sotto il dominio di Roma prendendo il nome di Opitergium (l'attuale Oderzo).

Nel 148 a.C. Oderzo si ritrova attraversata dalla via Postumia, importante via di comunicazione che, attraversando tutta la pianura padana, collegava Genova ad Aquileia.

Le fortune della città di Oderzo continuano nel I secolo a.C.: in occasione della guerra civile di Giulio Cesare contro Pompeo, Opitergium si schiera con il primo: i soldati opitergini, guidati dal centurione Caio Voltejo Capitone, preferiranno suicidarsi anziché cadere prigionieri del nemico durante una battaglia presso Fiume, nel 49 a.C..

Fu questo evento che convinse Cesare ad elevare la città di Oderzo allo status di municipium e a dare la cittadinanza romana ai suoi abitanti, all'epoca ancora piuttosto indipendenti. Capitone, prima ancora del padovano Tito Livio, è il più antico veneto di cui si conosca almeno in parte la vita.

Dopo questo evento inizia il periodo di massimo splendore della città di Oderzo che durerà per tutto il primo secolo dopo Cristo: diventa così una delle più importanti città nel nord-est italiano, arrivando forse a cinquantamila abitanti, a capo di un territorio che comprendeva la zona del Veneto orientale dalla laguna fino alle montagne del Cansiglio, chiamate da Plinio il Vecchio i monti Opitergini, più il Friuli fino al fiume Tagliamento.

Si tratta, in pratica, del territorio delle attuali Diocesi di Vittorio Veneto e di Pordenone.

Dopo lo sviluppo di Julia Concordia Sagittaria, Opitergium, o Oderzo, perde il controllo della zona ad est del fiume Livenza a vantaggio di quest'ultima, città di fondazione romana nelle vicinanze dell'attuale Portogruaro.

In epoca romana la città di Oderzo è servita da un porto fluviale, alimentato dalle acque di un antico ramo del Piave (sul cui letto nel medioevo fu scavato il canale Piavon), e un porto marittimo, posto nelle vicinanze dell'attuale paese di Ceggia, che all'epoca si trovava in riva al mare. Nella zona gli opitergini fonderanno le attuali Eraclea e Jesolo, note località balneari del veneziano.

La città era inoltre collegata, via terra, anche con Altino (via Altinate), Serravalle, Lorenzaga, Settimo sul Livenza (attuale Portobuffolè), Trento (via Tridentina).

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